L’alba è nel ventre della notte

Sera, terra di confine,
che sei terra di nessuno.
Anche i tram paiono fermi
e il ritorno s’allontana.

Tutto immobile e sospeso
in questa terra di mezzo.
Terra prima della notte.
Aria pregna di silenzio.

In fondo al viale, dove
l’asfalto è stanco, incrocio
un uomo col cappello
che gli cela i pensieri.

Solleviamo lo sguardo
e pensiamo, diciamo
che in fondo l’alba è già
nel ventre della notte.

§ Daniela §

(Foto dal web)
Vicolo di notte (Black and white)

L’altro volto di un uomo

Non è quel volto in ombra
che si mostra alla terra,
è quello che si cela
in un bacio del cielo.

Eppure quel volto
si svelò un dì
alla mia terra.
Era un mare dolce
nell’oceano salato.

Ora siamo in due mari
distanti ventimila fati,
E non c’è neppure
uno stretto che lasci
passar parvenza d’onda.

Ci separa un continente
di imperi e di deserti
di foreste e Amazzonie.
E ognuno se ne sta
dentro il volto celato.

§ Daniela §

(Foto by me)
------- (Black and white)

La nube grigia sul cortile

Io non potevo stare
dentro una nube grigia.
E amavo alla follia
persino quella foschia
che su di me alitavi.
Ma serbavo segreti
che si celano al grigio.

Me li fumavo
seduta nel balcone,
guardando le finestre,
su quel cortile
che confondeva
albe e tramonti.

Talvolta si sentiva
un bambino strillare,
un uomo strimpellare.
E io mutavo segreti
in volute di fumo.

A me è rimasto il cortile,
il suo tacere la fatica,
mentre fumavo silenzio.

§ Daniela §

Foto by Ilaria Guidi​
Balcone sul cortile

L’autismo della metafora

Anime diagonali,
polmoni semantici,
le frattaglie d’azzurri,
e i lombrichi di occhi,
formiche di pensieri
e udite, udite, udite!
Anche amidi di terreno midollo.

E c’è chi nutre vermi anche inesperti
e chi frantuma gatti. -(e qui prevedo orde di animalisti inkazzati)-
Chi rassoda la polvere
e la gira su sé stessa.
Cadaveri rotanti sul loro asse.
E chi stroba il conceder della bocca.

Ed io; poeta di periferia
che, sì mansueto, semplice e banale,
specchiavo stelle in mare
o ascoltavo i silenzi
dei tramonti invernali;
in questa esondazione
di traslati e metafore,
sineddoche e perifrasi,
affogo in così tanta
metaforica pletora.

§ Daniela §

Puff!

È così facile svanire,
svanire in una notte,
svanire in un silenzio.
Mentre dormono tutti
e nessuno s’accorge,
te ed io più di tutti.

Svanire per vicoli
scrollandosi vincoli,
lanciando le piume,
gettando le pietre,
giocando col fumo,
scrollandosi il fummo.

E poi cambiare casa,
cambiar piatti e bicchieri,
nuovo pane e nuovo vino.
Cambiare le lenzuola
ad ogni nuovo amore.
Cambiasse mai anche il cielo!

Tu che sei ancora appeso
ad un lembo sgualcito
del mio cuore svanito.

§ Daniela §

(Foto by me)
Milano - Brera - Uomo angolo di strada (Black and white)

Matrimonio in Calabria

È rimasto il balcone
sul mare, oltre il cuscino
di quel letto spazioso.
Tendo la mano
a quel cuscino vuoto,
quasi a voler sfiorare
un sogno lì restato.

Il balcone sul mare,
selvaggio, di Calabria,
fino al cielo il profumo
di sposa e fior d’arancio,
musica, balli, canti,
gonne roteanti,
chitarre e fisarmonica.

Tutti danzavano,
vigilia di sposi,
in quel farsi sera,
che per un attimo,
sembianza ebbe d’alba.

Avevi occhi più verdi
come i sogni nei cuori dei bambini;
tutti danzano, loro si siedono
sul lato d’un gradino
prendendosi per mano.

Io sono nel profumo
di quei fiori d’arancio
tra il cuscino silente
e il balcone sul mare.

§ Daniela §

(Foto by me)
Festa - Musica e danze vigilia matrimonio

Rue Saint Vincent

Ho una inclinazione particolare
per tutti gli amori irraggiungibili.

Li amo seduta alla caffetteria,
qui sotto casa mia,
all’angolo tra vicolo del Cinque
e la rue Saint Vincent.

Fare finta di leggere il giornale
e invece amare a le Champ de Mars.
Mano nella mano a Santa Maria
e far l’amore dans le Parc Monceau.

E quando incontro un uomo in carne ed ossa,
qui vicino, all’incrocio
tra via in Selci e boulevard Saint Germain,
mi siedo e inizio a leggere il giornale.

§ Daniela §

(Foto by me)
Ragazza seduta in un caffè (Black and white)

Dolce è il muto svanire

Ci siamo incrociati
sulla via dell’esilio,
Tu, occhi scuri e bassi
e mani nelle tasche
a rigirare sassi.

Non ci siamo guardati,
non alzo più lo sguardo
intanto piove sempre
ed ho occhi incolori
come questa pioggia.

Memorie di attese,
i resti di gesti
e a volte le sera
lavo ancora i piatti
dell’ultima cena.

Resto nella mia pietra,
nelle sere esiliate
e i capelli ora mi crescono muti.
S’erano fatti seta per restare,
adesso mi scendono sulle spalle
come un fato piovuto per caso.

Chissà, forse anche a te
dolce è il muto svanire.

§ Daniela §

(Foto by me)
Giorno di pioggia Duomo - Milano

Il tempo di Francesca

Il tempo di Francesca
corre più veloce
perché Francesca corre con il vento.
Veloce come il vento
e non le basta il tempo.

Il tempo scorre e sfugge tra le dita
e lei lo stringe forte con le mani.
Perché Francesca corre dentro il vento.
Col piglio del guerriero lei lo sfida.

Perché Francesca corre più veloce,
più del vento, più del tempo, più del mare.
Come il veliero che sfida la tempesta.

§ Daniela §

(Disegno by Francesca Guidi)
Francesca Guidi Disegno su maglietta

Il tuo nome

Hai lasciato il tuo nome
in tutto il farsi vita
oltre la nostra morte.

Io resto sempre.
Come l’eterno fiume
che scorre, ma rimane.
Anche questa è vita,
di dolore e di addii,
è la sua roccia liquida.

E c’è, ancora il cielo
che nell’aria si ferma.
Il silenzio celeste
che di cosmo m’avvolge.
E i piccoli bagliori
di fati luminosi.

E quest’alba di madre
che si leva e mi prende
tra le sue braccia. Sempre.

§ Daniela §

(Foto by me)
Ragazza assorta (Black and white)

Assenze

Le tue esili dita,
sui diesis della vita,
Le vedo tutti i giorni
nell’ombra dei germogli,
di pudico profumo,
del vecchio rosmarino.

I tuoi occhi chiari
come l’alba sul mare,
come la rugiada
sulla zagara bianca,
come il tuo sorriso
dopo un lungo pianto.

E la ginestra forte,
che ondeggia sulle rocce,
i tuoi capelli lunghi,
giochi di luci e ombre,
che cadono inattese
sulle anse delle spalle.

Il sole, un’amore
che sta per finire.
Il suo oro bruno
tutte le mattine
goccia sulle farine
del pane quotidiano.

E io, il grande ventre vuoto
di madre dopo il parto,
senza più il suo bambino,
già volato nel vento
del lieto grande evento.

§ Daniela §

(Foto by me)
Il violinista sotto l'arco (Black and white)

Tutto ha mutato forma e colore

Saranno palazzi, strade, asfalto,
il silenzio dei portoni chiusi.
Forse aiuole d’erba bruciata
da una arsura lunga e ostinata.

Sono strade che non percorrerò.
Quelle città che si sognano all’alba
di cui ricordi il cielo dell’addio
e l’ultima volta quelle tue spalle.

Noi più non siamo nei nostri occhi.
Piovono gli anni e silenzi inviolati
e tutto ha mutato forma e colore.

Ho lasciato crescere i miei capelli,
sono la seta che conosce il mare.
Quel mare in cui, di me, dimenticare.

§ Daniela §

(Foto by me)
I miei capelli sono la seta che conosce il mare
Le strade che non percorrerò più (Black and white)