Un blues nel mattino

Io prendo un bambino 
gli bacio un piedino, 
e nasce un dentino. 
Un blues nel mattino
bambino piccino! 

C’è l’acqua alla fonte,  
mi bagna la fronte. 
Abbraccio il bambino 
lui tende un ditino, 
gli bacio il nasino. 

C’è un sole che ride,  
un uomo che piange,
la donna che tesse 
la sua seta d’oro.

§ Daniela §

Tu somigli a una notte

Tu sei come la terra
dura e fredda d’inverno.
Ed hai occhi distratti
annebbiati di noia. 
Tu sei buia soffitta   
che non apre a nessuno 

Tu somigli a una notte 
le cui stelle son stanche.
Sei un fiore disfatto.
Un eclissi di sole. 
Un ricordo d’inverno. 
Un odore di sassi.

Ma io vengo dal mare 
nave in cerca d’approdo,
terra in cerca di cielo.  

 § Daniela §  

(Foto dal web)
Sassi (bianco e nero)

I treni della sera

Sui treni della sera 
c’è la malinconia.
Sostano un poco, assorti, 
nelle stazioni vuote. 
Ripartono e non sanno 
dov’è che ancora vanno. 

Sono rimasta sempre 
ad aspettare treni
sulla banchina muta,
su una panchina zoppa.
E penso a quei vent’anni 
che forse avrò davanti. 

L’ultimo treno è andato
ed io mi volto e torno
con il silenzio intorno. 
L’odore delle strade
sa di portoni chiusi. 
Sul viso si fa sera 
a ricordar quei giorni
col mare sulla fronte.

§ Daniela § 

(Foto dal web)  
Treno della sera (bianco e nero)

Io conosco i giardini abbandonati

Io conosco i giardini abbandonati,
gli alberi spogli e le zolle indurite. 
Le bianche zagare sono appassite.

Ora la casa ha finestre divelte,
la porta è aperta, mi fermo alla soglia. 
E torno all’erba e alla tremula foglia. 

Qui non c’è più nessuno amore mio.
La morsa dell’abbraccio del silenzio 
e questa vita che ha perso la vita. 

§ Daniela § 

(Foto dal web)
Casa abbandonata

La notte, un mare sconosciuto

A uno a uno li scendo,
della notte, i gradini.
Lenta, senza rumore.
Un bicchier d’acqua fresca,
e ingoio la stanchezza.

La pioggia è già caduta
e la finestra è aperta.
Adesso l’aria fresca,
è un fiato della terra.
Mi penetra la pelle.

Mi lascio scivolare
nel profondo del mare
che sempre è sconosciuto.
Qualcuno là ci è morto
e neppur se n’è accorto.

E il mare sconosciuto
già dorme nel mio letto.
Qualcuno, in quel mare,
non s’è mai più destato.
D’un addio neanche il tempo.

§ Daniela §

(Foto by me)
Mare al chiaro di luna

La fine d’un amore è un omicidio

Neanche la porta sentì quell’addio 
eppure stava chiudendo una vita. 
Stava morendo in un giorno l’estate. 
Tutte le rose lasciavi appassire
ed imponevi un silenzio ostinato.

L’inverno entrava pian piano nei cuori 
e intanto nella tristezza appassivo. 
Eran già erte le mura tra noi, 
affaticate e scoscese le notti.
Il vento come un morente affannato.

Il tuo sorriso distratto, sul volto,
in quell’addio impercettibile e muto. 
Siam come morti oltre un ponte crollato. 
La fine d’un amore è un omicidio. 

§ Daniela §  

Tra una pozzanghera e il cielo

In questa notte di lampioni smunti
e guizzi di fari sulla via del porto,
pallide e vaghe tremano le stelle.  
Tremule schegge del mondo lontano
di tanta vita inghiottita dal vento.

E ora, qui, tra una pozzanghera e il cielo, 
con le mani e le scarpe dentro l’acqua, 
m’alita ancora sulla fronte il soffio 
della vita che morì tra le mie braccia 
E di quel che ero resta una sembianza.

§ Daniela §

(Foto dal web)
Pozzanghera (bianco e nero)