L’autismo della metafora

Anime diagonali,
polmoni semantici,
le frattaglie d’azzurri,
e i lombrichi di occhi,
formiche di pensieri
e udite, udite, udite!
Anche amidi di terreno midollo.

E c’è chi nutre vermi anche inesperti
e chi frantuma gatti. -(e qui prevedo orde di animalisti inkazzati)-
Chi rassoda la polvere
e la gira su sé stessa.
Cadaveri rotanti sul loro asse.
E chi stroba il conceder della bocca.

Ed io; poeta di periferia
che, sì mansueto, semplice e banale,
specchiavo stelle in mare
o ascoltavo i silenzi
dei tramonti invernali;
in questa esondazione
di traslati e metafore,
sineddoche e perifrasi,
affogo in così tanta
metaforica pletora.

§ Daniela §

Puff!

È così facile svanire,
svanire in una notte,
svanire in un silenzio.
Mentre dormono tutti
e nessuno s’accorge,
te ed io più di tutti.

Svanire per vicoli
scrollandosi vincoli,
lanciando le piume,
gettando le pietre,
giocando col fumo,
scrollandosi il fummo.

E poi cambiare casa,
cambiar piatti e bicchieri,
nuovo pane e nuovo vino.
Cambiare le lenzuola
ad ogni nuovo amore.
Cambiasse mai anche il cielo!

Tu che sei ancora appeso
ad un lembo sgualcito
del mio cuore svanito.

§ Daniela §

(Foto by me)
Milano - Brera - Uomo angolo di strada (Black and white)

Matrimonio in Calabria

È rimasto il balcone
sul mare, oltre il cuscino
di quel letto spazioso.
Tendo la mano
a quel cuscino vuoto,
quasi a voler sfiorare
un sogno lì restato.

Il balcone sul mare,
selvaggio, di Calabria,
fino al cielo il profumo
di sposa e fior d’arancio,
musica, balli, canti,
gonne roteanti,
chitarre e fisarmonica.

Tutti danzavano,
vigilia di sposi,
in quel farsi sera,
che per un attimo,
sembianza ebbe d’alba.

Avevi occhi più verdi
come i sogni nei cuori dei bambini;
tutti danzano, loro si siedono
sul lato d’un gradino
prendendosi per mano.

Io sono nel profumo
di quei fiori d’arancio
tra il cuscino silente
e il balcone sul mare.

§ Daniela §

(Foto by me)
Festa - Musica e danze vigilia matrimonio

Rue Saint Vincent

Ho una inclinazione particolare
per tutti gli amori irraggiungibili.

Li amo seduta alla caffetteria,
qui sotto casa mia,
all’angolo tra vicolo del Cinque
e la rue Saint Vincent.

Fare finta di leggere il giornale
e invece amare a le Champ de Mars.
Mano nella mano a Santa Maria
e far l’amore dans le Parc Monceau.

E quando incontro un uomo in carne ed ossa,
qui vicino, all’incrocio
tra via in Selci e boulevard Saint Germain,
mi siedo e inizio a leggere il giornale.

§ Daniela §

(Foto by me)
Ragazza seduta in un caffè (Black and white)

Dolce è il muto svanire

Ci siamo incrociati
sulla via dell’esilio,
Tu, occhi scuri e bassi
e mani nelle tasche
a rigirare sassi.

Non ci siamo guardati,
non alzo più lo sguardo
intanto piove sempre
ed ho occhi incolori
come questa pioggia.

Memorie di attese,
i resti di gesti
e a volte le sera
lavo ancora i piatti
dell’ultima cena.

Resto nella mia pietra,
nelle sere esiliate
e i capelli ora mi crescono muti.
S’erano fatti seta per restare,
adesso mi scendono sulle spalle
come un fato piovuto per caso.

Chissà, forse anche a te
dolce è il muto svanire.

§ Daniela §

(Foto by me)
Giorno di pioggia Duomo - Milano