L’autismo della metafora

Anime diagonali,
polmoni semantici,
le frattaglie d’azzurri,
e i lombrichi di occhi,
formiche di pensieri
e udite, udite, udite!
Anche amidi di terreno midollo.

E c’è chi nutre vermi anche inesperti
e chi frantuma gatti. -(e qui prevedo orde di animalisti inkazzati)-
Chi rassoda la polvere
e la gira su sé stessa.
Cadaveri rotanti sul loro asse.
E chi stroba il conceder della bocca.

Ed io; poeta di periferia
che, sì mansueto, semplice e banale,
specchiavo stelle in mare
o ascoltavo i silenzi
dei tramonti invernali;
in questa esondazione
di traslati e metafore,
sineddoche e perifrasi,
affogo in così tanta
metaforica pletora.

§ Daniela §

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