Quando maggio era nei nostri volti

Sarà il ricordo di una carezza,
su questa quieta riva d’un lago.
Ed è splendido il sole di maggio.

E io qui. In un grumo di silenzio.
E cerco ancora un po’ di coraggio
a immaginare un nuovo bagliore.
Mi toglie il respiro quest’abbraccio
che così freddo mi gela il cuore.
C’è l’inverno in questo mesto maggio.

Anche questa brezza appena nata,
così vergine, ignara e illibata,
pare in sé recare ogni memoria.
Quando maggio era nei nostri volti
e i mattini erano nei nostri occhi.

Io resto ancora nella mia storia,
Un albero che ha perso ogni foglia.

§ Daniela §

(Foto by me)
Un maggio nel cuore(Black and white)

Giunge quieta la sera

Dolce e quieta giunge la sera,
il sole pian piano dilegua,
la notte l’infinito accende.
Io sciolgo le mie braccia stanche.

E con le gambe blande
leggero il passo incede
per le strade dei sogni
vere come le pietre,
che un tempo antico terse.

Poi il raggio del mattino
li disfa sul cuscino.
Provo ad annodarli a parole,
ma scemano come vapore.

Mi resta un arcano sapore
e il cielo ha inusuale colore.

§ Daniela §

Federico Zandomenghi “Fanciulla Dormiente” – 1878
Federico Zandomenghi

Com’era caldo il sole di domani

Il dolore è una nave
che getta sogni in mare.
Arriva lentamente
come un veliero incede.
E mi ricordo di quei giorni,
il cielo azzurro di ritorni.

Com’era caldo il sole di domani
sui nostri volti e sulle nostre mani.
Ed ora faccio la guardiana al tempo
come un treno, sotto la neve, fermo
ad aspettare che torni quel vento
che muove il cielo, il mare e l’universo.

§ Daniela §

(Foto dal web)
Treno fermo nella neve (Black and white)

Tutto ora è un lungo addio

Là dove s’è perduta,
a quel bivio, la vita,
in cui sbagliai la via,
tutto ora è un lungo addio
che non finisce mai.

Tutto, tutto ora
riposa sulle sere
ch’hanno il sapore caldo,
di latte sale e miele,
delle lontane lacrime
di quand’ero bambina.

Se le alture salissi
sentirei la fatica
d’essere ancora viva.
No, qui voglio restare,
con la vita sfuggita
e stringermela al seno.
Potesse rifiorire
in questo cuore mio.

§ Daniela §

Foto by me
Sere pensierose (bianco e nero)

La distruzione di un amore – III

Te ne andasti una sera,
al solstizio d’inverno.
Ma tu già eri atteso
in un altro emisfero,
nel solstizio d’estate.
Anche io t’ho aspettato,
ogni dì un po’ morendo,
sperando ti dolesse
d’esser solo ricordo.

Ma nei sogni tornavi
sino a luci d’aurore
di mille e mille splendide
malinconiche tinte.
Io uscivo nel giardino,
nell’aria del mattino,
e piano m’adagiavo
sul flebile orizzonte
a inventare una fiaba
che stringeva ed amava.

Ed il mare fremeva
come quelle vigilie
dei tuoi attesi ritorni.

§ Daniela §

Foto by me
Julius In riva al mare d'inverno (bianco e nero)

La distruzione di un amore – II

Quelle sere, nel letto,
ti voltavi e io sentivo
un freddo improvviso.
Allora col mio amore
a te, io mi stringevo
per scaldare il riposo
di quel tuo corpo stanco,
di quel tuo cuore affranto.

Abbracciata ad un corpo
senza alcun moto, sì che
corpo morto pareva.
E con occhi d’amore
io ti guardavo ancora,
ma eri lontana assenza.
Un vento ti portava
in un remoto altrove.

Allora mi voltavo,
nella mia culla triste,
dondolando e anelando,
del sonno il buio oblio.

§ Daniela §

Disegno di Julius Schnorr von Carolsfeld
Julius Schnorr von Carolsfeld sleep (disegno)

La distruzione di un amore – I

Io ricordo le stelle
quelle sere d’agosto
e le parole lievi,
sparse come semini
sì leggeri nell’aria.

Nacquero esili steli
al cielo volti e tesi.
Tutta l’aria fremeva.

Un altro agosto venne,
mute erano le sere,
gli steli piegò sete.
Poi fu un inverno gelido
e pioggia di lacrime
cadeva sulla neve
e sulle foglie secche.

Le sere erano fredde
e di silenzi colme.
Io triste ti guardavo
e piano ti parlavo.
Sguardi che mai vedesti,
parole che mai udisti.

Caddero, di speranze,
i piccoli cristalli.
Poi il silenzio li spense.

§ Daniela §

(Foto dal web)
Pioggia autunnale

Quante navi affondate

Quante navi affondate,
anche il mare è invecchiato.
E la terra che trema
sotto i miei passi incerti.

Questa vita che corre
e non si volta mai.
Il respiro che manca
sotto un cielo che atterra.

E già un po’ di infinito
è passato tra noi.
I destini affondati
hanno troppa memoria.

§ Daniela §

(Foto by me)
Violinista nel vicolo (bianco e nero)

Tu non passi mai

Il tempo tutto oblia,
ma tu non passi mai.
Ha un suono il tuo silenzio,
lo sento in ogni gesto,
lo vedo in ogni sguardo.

La vita è impallidita
e tutto il mio parlarti
solo nel vento resta.
Trafigge questa assenza,
e anelo il tuo ritorno.

Ma sei così lontano
e io giaccio nel tuo oblio,
un luogo senza vita.
Tra un sogno ed il silenzio
la notte irrompe e cresce.

§ Daniela §

(Foto by me)
Pioggia sul vetro

Sei nel silenzio di tutte le cose

Mille e mille volte mi sei lontano
e per sempre lo sarai.
Sei nel silenzio di tutte le cose,
nell’invisibile mondo lontano,
oltre il cielo, al di là del mare.

Ma sempre porto, dei tuoi passi, l’eco
nelle pianure amare di silenzio.
È come cercare un cuore nel buio
e veder spegnersi tutte le stelle.
E a sera, accanto alla mia ombra,
torno, triste, come un tram usurato.

§ Daniela §

(Foto dal web)
Tram d'epoca (bianco e nero)

A volte immagino

A volte
immagino un prodigio,
un suono, una parola
che dissolva il silenzio,
aspra pietra sul cuore.

Le notti,
dagli stellati clivi,
scendono, ignari, i sogni
d’antichi abbracci e baci.
E dormono le pene.

E sono
come un mare invisibile
di silenziose onde
che tornan, clandestine,
alle lontane sponde.

§ Daniela §

(Foto by me)
spiaggia deserta al tramonto